logo
Main Page Sitemap

Francesco vinci insufficienza di prove


Secondo laccusa, Corallo senior diventa il fiduciario di Santapaola anche nella scalata al casinò di Sanremo, dove fronteggia una cordata rivale di boss palermitani.
Con buona pace delle leggi che, almeno dal 2010, imporrebbero rigorosi requisiti di legalità e trasparenza ai gestori di aziende ad alto rischio di infiltrazioni mafiose.
Alla vigilia di una serie di appuntamenti cruciali con la giustizia, lEspresso ha ricostruito la storia di famiglia e fatto i conti in tasca.
Tra il 2012 e il 2013, con il boom delle video-scommesse di nuova generazione, il margine lordo sale di altri 200 milioni.Nelle sentenze definitive, che lEspresso ha ritrovato, i giudici raccontano una storia criminale che il re delle slot non ha mai pubblicizzato.Gestiva insieme al boss della 'ndrangheta Nicola Femia dei siti di poker online all'estero.A conti fatti, quindi, la sua è una storia da almeno 400 milioni tondi.Partendo da quella cassaforte, quel catanese tenta una clamorosa scalata alla sala da gioco di Sanremo.Arrestato e processato a Milano, Gaetano Corallo viene hotel holiday san michele al tagliamento condannato per tre volte per associazione mafiosa, ma la Cassazione annulla sempre.
Slot, gratta e vinci, poker on line, bingo, lotterie: sarà l'anno record per le scommesse legali, con 72 miliardi di giocate.
Incamerati da società che fanno capo offerte cellulari panorama roma ad anonime offshore con base nel paradiso fiscale delle Antille Olandesi.
E senza mai svelare il reale assetto proprietario del suo gruppo Bplus-Atlantis, nascosto dietro una cortina di società offshore e fiduciarie estere.
Durante il lungo processo al padre, anche il figlio si trasferisce sullisola di Saint Maarten, dove apre nuovi casinò.
Alla fine, nel 1998, le sentenze definitive condannano papà Corallo solo per associazione per delinquere (finalizzata alle scalate criminali ai casinò) e lo giudicano colpevole anche di usura, violenze private e corruzioni: in totale, sette anni di galera.Forse ha ragione Corallo: in Italia nulla è definitivo, tranne l'azzardo.Nel 2004, quando il governo Berlusconi spalanca ai privati il gioco dazzardo, la condanna definitiva di papà non impedisce a Francesco Corallo di conquistare la concessione per il gioco dazzardo.Alla grande lotteria della giustizia italiana, vincerà lo Stato o il re delle slot?Loperazione viene fermata nel 1983 dalla prima retata antimafia al Nord.Suo padre, Gaetano Corallo, nasce come usuraio: aggancia ricconi col vizio del gioco, li scorta con il suo aereo privato nei casinò internazionali e presta soldi a tassi da strozzino.Un mercato ricchissimo, ma chiuso, dove si entra solo con lautorizzazione dello Stato.Che Corallo aveva potuto ottenere già dieci anni fa, nonostante i pesanti precedenti del padre Gaetano.



L'arresto di Francesco Corallo nel 2013 Game over?
Riproduzione riservata 26 settembre 2014.

[L_RANDNUM-10-999]
Sitemap